In molte aziende, la sensazione che manchi qualcosa nelle competenze dei dipendenti è costante. Processi che non vengono eseguiti come dovrebbero, progetti che richiedono più tempo del previsto o un team commerciale che non chiude tante vendite quanto dovrebbe. Il problema è che, anche se le aziende percepiscono che ci sono carenze, poche sanno esattamente quali competenze mancano o chi ha bisogno di un supporto.
È qui che entra in gioco lo skill gap, un concetto che indica la differenza tra le competenze che il tuo team possiede e quelle di cui ha bisogno per performare al massimo.
Con una piattaforma e-learning come evolCampus, la formazione smette di essere un tentativo casuale. Grazie ai suoi questionari e report, puoi vedere a colpo d’occhio chi sa cosa e, soprattutto, cosa manca a ciascun membro del tuo team.
In questo modo, identificare lo skill gap permette di smettere di investire risorse in corsi casuali e passare a un investimento strategico. Ad esempio, se un report mostra che il 40% del tuo team commerciale ha difficoltà nella chiusura delle vendite, sai esattamente dove intervenire.
Il rischio della formazione “alla cieca” è un costo opportunità
Oggi, creare e offrire corsi senza una strategia alle spalle può essere uno degli errori finanziari più rilevanti per molte aziende. Investire nella formazione senza avere chiaro quali competenze mancano realmente non solo spreca il budget, ma fa perdere tempo e risorse che potrebbero essere destinati ad aree in cui lo skill gap dei dipendenti è reale.
Il problema non è solo che i dipendenti non siano formati in determinati ambiti, ma che l’azienda non sappia cosa i propri team non sanno. In questo senso, un LMS deve smettere di essere un semplice repository di contenuti per diventare uno strumento di analisi delle prestazioni capace di identificare le lacune.
La nostra piattaforma di e-learning evolCampus, grazie ai suoi report e dashboard, permette di passare dalla percezione del bisogno all’evidenza dei dati, individuando in pochi minuti non solo chi ha completato il corso, ma anche quali competenze padroneggia e dove esistono barriere di apprendimento concrete.
Questa learning analytics consente di prendere decisioni più informate e di indirizzare gli investimenti nella formazione verso le aree che incidono realmente sulle performance e sulla produttività del business.
Metodologia per identificare le lacune nelle competenze
Come identificare le lacune nelle competenze? Individuarle è più semplice di quanto sembri. Non si tratta di realizzare sondaggi o interviste ai propri collaboratori, ma di utilizzare il tuo LMS con un approccio pratico e ottenere insight utili per identificare lo skill gap.
Per farlo, dovrai:
- 1. Definire KPI operativi: prima di valutare le competenze, è fondamentale avere chiari gli obiettivi di business e cosa si intende migliorare attraverso la formazione. Ad esempio, aumentare le vendite di un prodotto specifico, ridurre i tempi di risposta nel servizio clienti o garantire la conformità a una normativa.
- 2. Mappare le competenze critiche: una volta definiti gli obiettivi, è necessario identificare quali competenze supportano tali KPI. Ad esempio, per migliorare la chiusura delle vendite, il team commerciale deve padroneggiare tecniche di negoziazione e closing. Questo mapping consente di concentrarsi su ciò che è davvero rilevante, evitando formazione generica o non necessaria.
- 3. Effettuare una valutazione diagnostica: una volta chiariti KPI e competenze critiche, il passo successivo è verificare cosa sanno realmente i collaboratori. Con piattaforme di e-learning come evolCampus, è possibile progettare questionari, test ed esercizi che misurano competenze specifiche e individuano dove esistono lacune.
- 4. Analizar brechas de habilidades y generar informes: una vez completadas las evaluaciones, revisa los datos y los informes que tu LMS ha generado para identificar patrones y carencias. Esto permite visualizar claramente qué habilidades necesitan refuerzo y priorizar acciones.
- 5. Progettare piani d’azione personalizzati: con questa diagnosi, crea percorsi formativi specifici per ogni lacuna individuata. In questo modo, ogni collaboratore riceve esattamente la formazione di cui ha bisogno, ottimizzando tempo, risorse e impatto finale.
- 6. Analisi dell’impatto: una volta adattata la formazione, è necessario valutare se le lacune sono state effettivamente colmate. Analizza i risultati, i miglioramenti nei KPI e l’applicazione pratica nel contesto lavorativo. Questo consente di ottimizzare continuamente contenuti e priorità, puntando su un miglioramento costante.
Il questionario di livello come termometro delle competenze
Questi questionari vanno oltre il semplice superamento o fallimento, categorizzando gli errori per aree tematiche e mostrando esattamente quali competenze necessitano di essere rafforzate. Questo consente di adattare la formazione e fare in modo che ogni modulo sia orientato a coprire un’esigenza reale.
Dalla diagnosi all’efficienza di budget: il ROI dell’LMS
In termini di ROI, passare da una formazione fatta senza una strategia a una formazione basata su dati concreti può fare una grande differenza.
Ad esempio, immaginiamo un’azienda che investe in 100 ore di formazione generica per il proprio team IT. Questo comporta:
- Che i collaboratori trascorrano più tempo lontani dalle loro attività lavorative durante il corso.
- Formazione su contenuti che, in molti casi, già padroneggiano.
- Essendo una formazione generica, ha un impatto reale molto basso nel lavoro quotidiano e nei risultati aziendali.
- Basso ROI della formazione.
- Si riduce dell’80% il tempo dedicato alla formazione e alle ore di lavoro produttivo perse.
- Si aumenta il trasferimento reale al contesto lavorativo, perché il contenuto risponde a un’esigenza concreta del lavoro quotidiano.
Supponiamo di avere un team di 20 persone e che il costo medio della formazione sia di 30 €/ora per collaboratore:
- Formazione generica: 100 h × 30 € × 20 collaboratori = 60.000 €
- Formazione specifica basata su diagnosi: 20 h × 30 € × 20 collaboratori = 12.000 €
Lo skill gap nei settori regolamentati: oltre la produttività, la conformità
In questi ambiti, la formazione non è opzionale o consigliata, ma obbligatoria. Molte aziende lanciano corsi, registrano le partecipazioni e danno per scontato che tutti abbiano acquisito le conoscenze. Tuttavia, in caso di audit, non è sufficiente che il collaboratore abbia semplicemente completato il corso.
Un LMS utilizzato correttamente consente di garantire non solo che la formazione sia stata completata, ma anche che il 100% del team possieda le competenze richieste prima di un audit.
Questo si ottiene attraverso valutazioni obbligatorie su normative specifiche, un monitoraggio personalizzato del livello di ciascun collaboratore e alert e report che identificano chi non soddisfa ancora i requisiti.
In questo modo, l’azienda ottiene un controllo totale, sapendo esattamente chi è preparato e chi necessita di ulteriore formazione prima di un’ispezione.
Ad esempio, un’azienda del settore sanitario che deve garantire che tutto il personale rispetti i protocolli di igiene e sicurezza. Senza un sistema di diagnosi, viene lanciato un corso generale e si registra che il 100% lo ha completato, ma non esiste una reale certezza sul livello di comprensione.
Al contrario, con un approccio basato su diagnosi e valutazione, è possibile rilevare, ad esempio, che il 25% del team presenta lacune nei “Protocolli di sterilizzazione”, permettendo di intervenire solo su quell’area con una formazione specifica. In questo modo, prima di un audit, non solo puoi dimostrare che il team ha ricevuto formazione, ma anche che ha raggiunto il livello richiesto.
In questo modo, oltre a ridurre il rischio di sanzioni, si aumenta la sicurezza operativa quotidiana grazie a collaboratori più preparati.
Aziende che hanno utilizzato l’e-learning per individuare lacune nelle competenze e ottenere risultati
Sono molte le aziende che hanno puntato su una formazione basata sui dati, utilizzando piattaforme di e-learning per identificare gli skill gap e progettare percorsi formativi specifici.
Ad esempio, il caso di Santander UK mostra come l’azienda abbia avuto la necessità di rafforzare le proprie competenze nella lotta contro il crimine finanziario per affrontare minacce come il riciclaggio di denaro, la corruzione o l’evasione fiscale.
La sfida principale era comprendere cosa sapesse esattamente ogni collaboratore e ogni reparto e dove esistessero lacune di conoscenza per poter dare priorità alla formazione. Per questo è stata realizzata una valutazione delle competenze per mappare i requisiti e individuare le lacune.
In questo modo, la banca ha creato la Anti-Financial Crime Academy (AFCA), un ambiente di e-learning che centralizza tutta la formazione sul crimine finanziario e in cui vengono priorizzate aree specifiche invece di offrire una formazione generica. Grazie a questo approccio, l’83% dei partecipanti ha dichiarato di aver acquisito nuove conoscenze e competenze.
Identificare lo skill gap non è solo una questione di formazione, ma una strategia per risparmiare risorse, aumentare la produttività e ridurre i rischi nelle aziende. Con un LMS come evolCampus, puoi ottenere dati concreti che ti aiutano a misurare i risultati, individuare le lacune e dare priorità alla formazione e agli investimenti.
FAQ sullo skill gap
Qual è la differenza tra Skill Gap e Skill Mapping?
Ogni quanto tempo dovrebbe essere effettuata un’analisi delle competenze in un LMS?
Quali indicatori aiutano a individuare uno skill gap in azienda?
Quali strumenti permettono di identificare le lacune nelle competenze?
Come dare priorità alle competenze da sviluppare per prime?
Quali competenze sono più frequentemente obsolete?
Le competenze più frequentemente obsolete sono quelle tecnologiche, legate all’uso di nuovi strumenti o software, e quelle relative ad ambiti normativi soggetti a continui aggiornamenti.